Hai investito migliaia di euro in campagne pubblicitarie. Il traffico arriva, i clic costano, ma le vendite non decollano.
Prima di aumentare ancora il budget, fermati un attimo: hai controllato quanto tempo ci mette il tuo e-commerce a caricare?
Secondo uno studio di Google, il 53% degli utenti abbandona un sito se il caricamento supera i 3 secondi. Per gli e-commerce, il dato è ancora più drammatico: Amazon ha calcolato che ogni 100 millisecondi di ritardo costano l'1% di fatturato.
Per un e-commerce che fattura 500.000€ all'anno, significa 5.000€ persi per ogni decimo di secondo.
Il problema? La maggior parte degli imprenditori non si rende conto che il proprio sito è lento. Loro lo vedono veloce (perché lo hanno già visitato 100 volte e il browser l'ha memorizzato), ma i clienti che arrivano per la prima volta vivono un'esperienza completamente diversa.
In questa guida scoprirai:
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Perché un e-commerce è naturalmente più lento di un sito vetrina
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Quali sono i 3 indicatori che Google usa per giudicare la velocità (e che influenzano il posizionamento)
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Le 5 aree del tuo e-commerce che stanno rallentando le vendite
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Come testare gratuitamente la velocità e cosa fare subito per migliorarla
Se vuoi capire meglio l'impatto della velocità sulle vendite in generale, ti consigliamo di leggere prima il nostro articolo su Page Speed e conversioni.
Perché il tuo e-commerce è lento (anche se non te ne accorgi)
Un sito vetrina aziendale ha 5-10 pagine. Un e-commerce ne ha centinaia. E ogni pagina è più complessa.
Le 4 differenze che rallentano un e-commerce
1. Centinaia di immagini ad alta risoluzione
Ogni prodotto ha 5-10 foto. Se hai 200 prodotti, parliamo di 1.000-2.000 immagini. E spesso queste immagini non sono ottimizzate: pesano 2-3 MB ciascuna quando dovrebbero pesare 80-150 KB.
Conseguenza pratica: la pagina categoria con 40 prodotti deve caricare 40 immagini. Se ognuna pesa 2 MB, sono 80 MB di dati. Su una connessione mobile media, parliamo di 15-20 secondi. Il cliente se n'è già andato.
2. Funzioni interattive complesse
Il tuo e-commerce deve:
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Calcolare le spedizioni in tempo reale in base a peso, destinazione e corriere
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Aggiornare il carrello istantaneamente quando aggiungi un prodotto
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Verificare la disponibilità in magazzino
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Applicare sconti e coupon
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Mostrare prodotti correlati e suggerimenti personalizzati
Ogni operazione richiede una comunicazione con il server. Se il server è lento o sovraccarico, tutto si blocca.
3. Sistemi di tracciamento e marketing
Ogni e-commerce moderno ha installato:
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Google Analytics
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Facebook Pixel
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Google Ads Tag
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TikTok Pixel
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Chat live (Zendesk, Intercom)
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Sistema di recensioni
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Pop-up newsletter
Tutti questi strumenti caricano script esterni che rallentano la pagina. È come avere 10 persone che ti parlano contemporaneamente: il cervello (il browser) fatica a processare tutto.
4. Il checkout: il momento più critico
Il checkout è la pagina dove il cliente inserisce dati personali e carta di credito. È anche la pagina più pesante, perché deve integrare:
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Sistema di pagamento esterno (Stripe, PayPal, ecc.)
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Verifica in tempo reale dell'indirizzo
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Calcolo finale con tutte le tasse
Se questa pagina si blocca o è lenta, il cliente abbandona. E recuperare un carrello abbandonato costa 10 volte di più che concludere la vendita al primo tentativo.
I 3 parametri che Google usa per giudicare il tuo e-commerce (e che influenzano le vendite)
Dal 2021, Google usa tre indicatori chiamati Core Web Vitals per valutare la qualità di un sito. Questi parametri non solo influenzano il posizionamento su Google, ma misurano l'esperienza reale dell'utente.
1. Velocità di caricamento percepita (LCP)
Cosa misura: quanto tempo ci mette l'elemento principale della pagina a caricare. Per un e-commerce, di solito è l'immagine del prodotto o il banner homepage.
Standard Google:
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Verde: sotto 2,5 secondi
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Arancione: tra 2,5 e 4 secondi
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Rosso: oltre 4 secondi
Cosa succede se sei "rosso":
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L'utente vede una pagina bianca o incompleta per troppo tempo
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Pensa che il sito non funzioni e abbandona
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Google penalizza il posizionamento
Esempio pratico:
Un e-commerce di cosmetica aveva un banner homepage da 4 MB. L'immagine impiegava 6 secondi a caricare su mobile. Risultato: frequenza di rimbalzo del 67%. Dopo aver ottimizzato l'immagine (ridotta a 120 KB senza perdita visibile di qualità), il caricamento è sceso a 1,8 secondi. Frequenza di rimbalzo scesa al 42%, conversioni aumentate del 23%.
2. Reattività del sito (FID/INP)
Cosa misura: quanto tempo passa tra il click dell'utente e la reazione del sito.
Esperienza negativa tipica:
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Il cliente clicca "Aggiungi al carrello"
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Non succede nulla per 2-3 secondi
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Il cliente clicca di nuovo (pensando di aver sbagliato)
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Risultato: prodotto aggiunto due volte o, peggio, frustrazione e abbandono
Standard Google:
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Verde: sotto 100 millisecondi
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Arancione: tra 100 e 300 millisecondi
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Rosso: oltre 300 millisecondi
Cause comuni:
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Troppi script che girano contemporaneamente
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Server sovraccarico
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Sistema di carrello mal ottimizzato
3. Stabilità visiva (CLS)
Cosa misura: quanto si "muovono" gli elementi della pagina mentre carica.
Esperienza negativa tipica:
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Il cliente sta per cliccare sul pulsante "Acquista"
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Improvvisamente compare un banner pubblicitario che sposta tutto verso il basso
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Il cliente clicca sul banner per sbaglio
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Chiude tutto e abbandona
Standard Google:
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Verde: sotto 0,1
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Arancione: tra 0,1 e 0,25
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Rosso: oltre 0,25
Cause comuni:
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Immagini senza dimensioni fisse
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Pop-up che compaiono all'improvviso
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Banner pubblicitari che spostano il contenuto
Le 5 aree del tuo e-commerce che stanno rallentando le vendite (e come risolverle)
1. Immagini prodotto: il problema numero 1
Il problema:
Le foto dei prodotti rappresentano il 60-70% del peso totale di una pagina. Molti e-commerce caricano immagini direttamente dalla fotocamera (3-5 MB) senza ottimizzarle.
La soluzione per imprenditori:
Non devi imparare a comprimere immagini. Devi chiedere alla tua web agency o sviluppatore di implementare:
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Compressione automatica: ogni immagine caricata viene automaticamente ridotta di peso senza perdita visibile di qualità
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Caricamento progressivo: le immagini si caricano solo quando il cliente scrolla fino a vederle (non tutte insieme)
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Formato moderno (WebP): immagini più leggere del 30% rispetto al vecchio formato JPEG
Risultato concreto:
Peso pagina categoria da 8 MB a 1,5 MB. Tempo di caricamento da 5,2 secondi a 1,9 secondi.
2. Checkout lento = vendite perse
Il problema:
Il checkout è il momento in cui il cliente è pronto a pagare. Se la pagina si blocca o è lenta, abbandona. Secondo Baymard Institute, il 18% degli abbandoni del carrello è causato da checkout lenti o complicati.
La soluzione per imprenditori:
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Checkout in una sola pagina: meno passaggi = meno caricamenti
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Salvataggio automatico dei dati: se il cliente abbandona e torna, trova tutto pre-compilato
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Gateway di pagamento veloce: Stripe e PayPal hanno versioni ottimizzate che caricano più velocemente
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Pre-caricamento delle informazioni: se il cliente è già registrato, tutti i dati devono comparire istantaneamente
Domanda da fare al tuo sviluppatore:
"Quanto tempo ci mette il checkout a caricare su una connessione mobile 4G? Possiamo scendere sotto i 2 secondi?"
3. Pagine categoria con troppi prodotti
Il problema:
Una pagina categoria con 100 prodotti deve caricare 100 immagini, 100 prezzi, 100 pulsanti. Su mobile, è un disastro.
La soluzione per imprenditori:
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Paginazione o caricamento progressivo: mostra 20-30 prodotti inizialmente, poi carica il resto solo se il cliente scrolla
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Filtri veloci: il cliente deve poter filtrare per taglia, colore, prezzo senza dover ricaricare tutta la pagina
Esempio pratico:
Un e-commerce di elettronica mostrava 80 prodotti per categoria. Tempo di caricamento: 4,8 secondi. Dopo aver limitato a 30 prodotti iniziali con caricamento progressivo: 1,7 secondi. Aumento vendite: +19%.
4. Hosting e infrastruttura: la base di tutto
Il problema:
Molti e-commerce sono ospitati su server economici condivisi. Questo significa che condividono risorse (CPU, RAM) con altri 50-100 siti. Quando il tuo e-commerce ha un picco di traffico (es. Black Friday), il server crolla.
La soluzione per imprenditori:
Chiedi al tuo fornitore hosting:
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Tipo di server: devi avere un server dedicato o cloud (non condiviso)
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Localizzazione: il server deve essere in Italia o vicino al tuo mercato principale
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SSD: i dischi devono essere SSD (veloci), non HDD (vecchi e lenti)
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CDN attivo: i contenuti statici (immagini, CSS) devono essere distribuiti su server globali
Per approfondire, leggi il nostro articolo su CDN e velocità.
Investimento indicativo:
Un buon hosting per e-commerce parte da 50-100€/mese. Sembra tanto, ma se aumenti le conversioni del 15%, il ritorno è immediato.
5. Script di marketing e tracciamento
Il problema:
Ogni strumento che aggiungi (Google Analytics, Facebook Pixel, chat live, recensioni, pop-up) rallenta il sito. Molti imprenditori installano 10-15 tool senza sapere che stanno affossando le performance.
La soluzione per imprenditori:
Fai un audit e chiediti:
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Sto davvero usando tutti questi strumenti?
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Ho 3 sistemi di chat diversi attivi contemporaneamente?
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Il pop-up newsletter serve davvero o sta solo infastidendo i clienti?
Rimuovi tutto ciò che non è essenziale. Se uno strumento non genera ROI misurabile, eliminalo.
Come testare la velocità del tuo e-commerce (strumenti gratuiti)
Non serve essere tecnici. Questi tre strumenti ti danno un responso chiaro e immediato.
1. Google PageSpeed Insights
Link: https://pagespeed.web.dev/
Come usarlo:
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Inserisci l'URL del tuo e-commerce
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Aspetta 30 secondi
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Leggi il punteggio (da 0 a 100)
Come interpretare il risultato:
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0-49 (rosso): problema serio, stai perdendo vendite
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50-89 (arancione): migliorabile
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90-100 (verde): ottimo
Cosa testare:
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Homepage
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Una pagina categoria con molti prodotti
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Una scheda prodotto
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Il checkout
2. GTmetrix
Link: https://gtmetrix.com/
Simile a PageSpeed, ma ti dà anche un'analisi più dettagliata. Usa entrambi per avere conferma.
3. Test manuale con il telefono
Il modo più semplice:
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Spegni il WiFi, usa solo la connessione dati (4G)
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Apri il tuo e-commerce in modalità navigazione in incognito
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Cronometra quanto ci mette a caricare
Se ci mette più di 3 secondi, hai un problema.
Il tuo e-commerce è abbastanza veloce?
Rispondi a queste domande (sii onesto):
Il tuo e-commerce carica in meno di 3 secondi su mobile con connessione 4G?
Hai testato la velocità nell'ultimo mese con PageSpeed Insights?
Le immagini prodotto sono ottimizzate (sotto i 150 KB ciascuna)?
Il checkout carica in meno di 2 secondi?
Hai un hosting dedicato o cloud (non condiviso)?
Hai attivato un CDN per distribuire i contenuti?
La velocità non è un lusso, è un moltiplicatore di fatturato
Molti imprenditori pensano che investire nella velocità del sito sia un costo accessorio.
La realtà è che ogni secondo di ritardo ti costa clienti e fatturato.
Non si tratta solo di posizionamento su Google (anche se conta in minima parte).
Si tratta di esperienza utente reale: un cliente che aspetta 5 secondi per vedere un prodotto è un cliente che sta già pensando di andarsene.
I numeri parlano chiaro:
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1 secondo di ritardo = -7% di conversioni
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53% degli utenti abbandona se il caricamento supera 3 secondi
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Un e-commerce veloce ha un tasso di conversione mediamente 2-3x superiore a uno lento
La buona notizia? Ottimizzare la velocità non richiede di rifare tutto da zero. Nella maggior parte dei casi, bastano interventi mirati: ottimizzazione immagini, upgrade hosting, pulizia script, miglioramento del checkout.
Se il tuo e-commerce fattura oltre 100.000€ all'anno, un aumento del 15-20% nelle conversioni significa 15.000-20.000€ in più. Il ritorno sull'investimento è immediato e misurabile.
Vuoi sapere quanto è veloce (o lento) il tuo e-commerce?
In Interactive and Design realizziamo e-commerce su misura ottimizzati per la velocità, ma possiamo anche analizzare e ottimizzare piattaforme già esistenti.
Ti offriamo un'analisi gratuita della velocità del tuo e-commerce:
✅ Test approfondito di homepage, categorie, schede prodotto e checkout
✅ Report con dati concreti e confronto con i competitor
✅ Piano di intervento con priorità e tempi stimati
✅ Stima dell'impatto sulle conversioni
Non devi cambiare piattaforma o rifare tutto da zero. Nella maggior parte dei casi, bastano interventi mirati per ottenere risultati significativi.
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